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Intervista a Lorenza Marino: il suo nuovo singolo "Italian & Zambian" e il suo sound multiculturale


Oggi intervistiamo Lorenza Marino, cantautrice e produttrice di origini italiane e zambiane, cresciuta a Londra. Il suo background multiculturale occupa un ruolo centrale sia nella sua identità che nella sua musica, ed è proprio questo ad aver ispirato il suo ultimo singolo, Italian & Zambian, registrato presso gli Abbey Road Studios.


Con una visione artistica fresca, una solida formazione musicale grazie alla laurea in Popular Music Performance and Production e una forte determinazione nel celebrare ogni parte di sé, Lorenza si sta ritagliando uno spazio unico nell'industria musicale. Conoscere meglio il suo percorso, le sue influenze e la storia dietro il suo nuovo singolo ci permette di comprendere più a fondo l'essenza della sua musica. Scoprire quanto sia profondo il legame con le sue radici mediterranee e africane, e come queste influenze si riflettano in modo naturale nella sua arte, offre uno sguardo autentico sia sull'artista che sulla persona dietro la musica.


Il legame con le sue radici mediterranee e africane emerge non solo nel brano, ma anche nella sua copertina: nella cover di Italian & Zambian, Lorenza indossa una maglia della nazionale italiana abbinata a un tradizionale abito zambiano, unendo visivamente le due culture che definiscono la sua identità e la sua musica. Si tratta di una rappresentazione potente del messaggio al centro del singolo: una celebrazione delle proprie origini, del senso di appartenenza e della bellezza di abbracciare ogni parte di ciò che si è, anche quando si cresce lontano dalla terra d'origine della propria famiglia.


Buona lettura!


Il tuo nuovo brano Italian & Zambian parla delle tue radici italiane e zambiane. Cosa rappresenta per te unire entrambi i lati della tua identità in questo brano?

Questa canzone unisce entrambe le mie radici e le mie culture, ed è importante per me condividere questo concetto nel brano perché voglio che la mia identità sia una grande parte della mia musica e che tutti siano sulla stessa lunghezza d’onda e capiscano quanto amore ho per le mie culture, quanto siano una grande parte sia della mia vita quotidana che della mia musica.


Hai registrato il brano ai famosi Abbey Road Studios. Come hai ottenuto quell’opportunità, e com’è stato sentire un progetto così personale prendere vita in un luogo così iconico?

Abbey Road è stata una incredibile opportunità che mi è stata presentata dalla mia università, Southampton Solent University. Sono stata lì per tre anni a studiare popular music performance and production,e nel mio ultimo anno, prima della laurea, sono andata ad Abbey Road grazie a loro e ho registrato Italian & Zambian. È stata un’esperienza incredibile trovarmi in un luoco così iconico, come anche tu stessa hai detto, ed è stato altrettanto incredibile vedere una canzone che è stata creata inizialmente dal mio soggiorno e dalla mia camera da letto ora in questo enorme studio con ingegneri incredibili che hanno lavorato con alcuni dei grandi della musica che ammiro.


È stato uno shock enorme ed ero semplicemente così entusiasta, soprattutto i miei genitori erano estremamente, estremamente felici, erano così felici per me, mi chiamavano continuamente e mi dicevano quanto fossero orgogliosi. Quindi, ripeto, sembra tutto molto surreale e sono davvero grata per l’opportunità e per il fatto che abbiano selezionato Italian & Zambian per quel brano.


Pensi che il mix delle culture italiana, zambiana e britannica influenzi il modo in cui fai musica e anche il tuo gusto musicale?

Al 100%. Voglio dire, fin da quando ero piccola i miei genitori mettevano sempre musica in casa, molto, molto spesso. C’era molta musica italiana, molta musica americana, molta musica zambiana o africana in generale, molta musica della regione MENA, in tutte le lingue diverse, in tutti questi diversi generi.


C’è anche il fatto che sono cresciuta a East London per la maggior parte della mia vita dove c’è proprio questo miscuglio di culture che si fondono insieme e siamo tutti lì con così tanto orgoglio a condividere i nostri paesi, la musica e le lingue che amiamo. Quindi sono molto ispirata a fondere tutte le mie ispirazioni insieme, e le persone che ho incontrato nella mia vita giocano al 100% un ruolo in questo.


In più, sono stata abbastanza fortunata da trasferirmi in Grecia per sei mesi e allo stesso modo mi sono sentita così ispirate mentre ero lì... penso che si rifletterà sicuramente nelle future uscite e, in generale, nel futuro della mia carriera.


Se dovessi descrivere il tuo nuovo singolo e il tuo sound a qualcuno che non ha mai ascoltato la tua musica prima, come lo descriveresti?

Allora, se dovessi descrivere il singolo o in generale la mia musica, direi che questo singolo è molto ispirato da questo sound afro pop che sta andando in questo momento, e direi che gran parte di tutto ciò è nata dalla mia recente visita, un paio di anni fa, in Zambia. Sono stata ispirata da quello che vedevo per le strade, da quello che sentivo attraverso i muri e da tutto quello che stava succedendo. Era tutto davvero molto stimolante. Quindi me lo sono portato dentro e ho detto: “Ok, ci scriverò qualcosa”.


Penso che, in generale, la mia musica sia musica "fusion": unisce tutte le mie ispirazioni, la mia cultura, tutte le persone che incontro, le storie che mi raccontano e le vibrazioni che mi trasmettono. È tutto questo insieme. Si fonde e crea questa fusione globale, o questo grande “pot” globale.


Non mi piace sempre essere incasellata in un genere, ma è semplicemente così. Questa è la mia musica: è piena di tutto, di tutti i colori, è molto colorata e molto vibrante, ma ha anche quei momenti in cui ti chiedi: “Dove ci sta portando questa ragazza?”, e devi semplicemente lasciarti portare dal viaggio.


Hai detto di essere stata ispirata da Bob Marley: One Love e dall’idea di tornare alle tue radici. Scrivere questa canzone ti ha aiutato a riconnetterti con Italia e Zambia in modo più profondo?

se dovessi descrivere il singolo o in generale la mia musica, per questo singolo direi che è molto ispirata a questo sound pop africano che sta andando molto in questo momento, e direi che gran parte di questo è nato dalla mia recente visita, un paio di anni fa, in Zambia. Ero ispirata da quello che vedevo per le strade e da quello che sentivo attraverso i muri e da tutto quello che stava succedendo, era davvero molto ispirante. Quindi l’ho portato con me e ho detto: “Ok, scriverò qualcosa”.

Guardavo Bob Marley: One Love proprio prima che mi venissero le parole della canzone. Bob Marley era una persona molto spirituale. Era molto appassionato dell’idea di tornare alla sua madrepatria, e guardando quella scena, mentre stava succedendo, ho pensato: “Mi ci ritrovo, anch’io voglio tornare alle mie madrepatrie":


Ed è stato proprio questo momento, un momento di illuminazione improvviso, che mi ha fatto scattare qualcosa, e ho pensato: “Sto facendo un viaggio per stare con le mie madrepatrie. Voglio tornare”. Ma c’era anche questa cosa del tipo: “Qual è la mia madrepatria?”. E le domande e i dubbi del passato che ho avuto nella mia vita, su dove appartengo e con chi appartengo, sono riaffiorati molto rapidamente, e ho pensato: “In realtà, sai cosa? Voglio scrivere una canzone che chiarisca tutto questo”.


Quindi con Bob Marley e la sua musica ho sentito una connessione molto forte a livello spirituale. E anche per me, quando compongo, c’è una connessione spirituale con la musica, mi guida sempre. Sono stata molto guidata da questo spirito mentre lavoravo a Italian & Zambian.


Per quanto rguarda la connessione con le mie terre, al 100%, sono stata molto fortunata perché subito dopo essere andata agli Abbey Road Studios, un paio di settimane dopo, mi sono esibita proprio con questa canzone al Pitti Pizza & Friends di Salerno. È un festival nella città natale di mio padre, e sono stata davvero fortunata a poter suonare lì e a suonare quella musica nel luogo dove passavo tutte le mie estati. È stato un momento molto emozionante e ho capito che, mentre scrivevo questa canzone, diventava sempre più difficile per me, come figlia di qualcuno che non è cresciuto nello stesso paese dei suoi genitori, andare continuamente in vacanza d’estate in Italia o in Zambia e poi rendermi conto che l’estate stava finendo, è una sensazione che puoi proprio sentire. Ed è allora che capisci: “Oh no, devo rientrare… la mia estate sta finendo”.


Questo è diventato sempre più difficile con l’età, durante l’adolescenza, e lo è ancora adesso, ma ha creato una connessione in cui per me c’è speranza. E lo dico anche nella canzone: c’è la speranza che un giorno tornerò nelle mie terre e resterò lì. Quindi sì, c’è stata una connessione molto profonda, ed è stata bellissima. L’ho sentita per tutta la durata della creazione di questo brano.


In quanto artista con radici sia mediterranee che africane, cosa speri che le persone di diverse parti del mondo traggano sia dalla tua musica che dalle culture che ci sono dietro?

Sono sempre stata, penso, molto orgogliosa delle mie radici mediterranee e africane. È sicuramente stato un processo poterle mostrare apertamente, ed è qualcosa che voglio dimostrare nella mia musica. È qualcosa che voglio dimostrare quando sono sul palco ed è qualcosa da cui non mi tiro molto indietro. Voglio dire, è nel mio nome, è nel mio aspetto, è nei miei capelli, è nel modo in cui mi vesto, quindi non c’è modo per me di nascondere chi sono e da dove vengo. Ma spero semplicemente di poter dare pezzi delle mie culture, quella mediterranea e quella africana, alle persone quando ascoltano la mia musica e portare loro in questi luoghi bellissimi che chiamo casa. È questo, questo è tutto ciò a cui penso quando scrivo la mia musica, mentre scrivevo Italian and Zambian, pensavo a casa.


Grazie per l'ospitalità!


Potete guardare la video intervista cliccando qui, seguire Lorenza cliccando qui e ascoltare Italian & Zambian qui sotto:



 
 
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