WomenFest: le donne a Sanremo 2026
- mediterraneangirlsinmusic

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Aggiornamento: 4 ore fa

In questo articolo, frutto della collaborazione tra le scrittrici italiane del nostro sito, vi parliamo dei brani in gara delle partecipanti donne di Sanremo 2026. Dopo la prima serata del 24 febbraio, in cui i brani in gara hanno fatto il loro debutto, vi raccontiamo cosa le "girls" hanno portato sul palco dell'Ariston.
Non vi sveleremo per chi tifiamo, né fra le donne in gara né fra tutti gli artisti, perché questo non è l'obiettivo dell'articolo. L'obiettivo è celebrare il talento, la musica e le storie che ciascuna artista porta con sé. Sono donne che provengono da background diversi, regioni diverse, città diverse e generazioni diverse ma tutte quante stanno incantando il pubblico grazie alla grinta che portano sul palco. Insomma, meritano, insieme agli altri artisti in gara, di essere ascoltate anche se il genere sanremese non è ciò che ascoltate abitualmente.
Ecco, dunque, le partecipanti donne e i loro brani in gara:
Arisa con Magica Favola
Arisa ha incantato il pubblico con la sua voce intensa, magica, delicata e, al tempo stesso, potente. Il brano è autobiografico e racconta le diverse tappe della sua vita, descrivendo anche i sentimenti con cui le ha attraversate. Dall’innocenza dell’infanzia alla maturità, Magica favola è un pezzo che permette di comprendere profondamente le emozioni e il talento dell'artista. Questa è l’ottava partecipazione di Arisa a Sanremo e, finora, non è mai uscita dalla top 10. Il talento di questa donna è innegabile! Sublime, coinvolgente e sicura di sé, con una capacità di riempire il palco fuori dal comune.
Bambole di pezza con Resta con me
Le Bambole di Pezza erano sicuramente tra le novità più in hype di questo Sanremo. Tutti ci aspettavamo il full punk, la grinta, il caos, e invece hanno deciso di adattarsi al palco dell'Ariston, ammorbidendo un po' i toni ma restando se stesse. Resta con me è un brano pop rock con un messaggio di coesione e identità femminile forte e chiaro: "per diventare ciò che sono ho camminato sola, sono una donna che non guarda in faccia niente" ma il sound risulta un po' più levigato di quanto ci si aspettasse da loro. Hanno mostrato un lato diverso, dimostrando che il talento c'è anche senza tirare fuori le unghie. Bravissime sempre!
Ditonellapiaga con Che fastidio!
Ditonellapiaga ha spaccato aprendo la gara con Che fastidio!, un vero e proprio tormentone pieno di energia, ballabile, trascinante. Il brano rientra nel genere della musica elettronica ma è contaminato anche da sonorità pop. Parla di tutte quelle cose che danno fastidio alla cantante, di tutto ciò che la annoia e che non vuole accettare, e lo fa in modo ironico, coinvolgente e sarcastico. Il punto centrale è la contrapposizione tra ciò che la società impone e il suo desiderio di essere libera e restare se stessa. Ditonellapiaga ha già partecipato a Sanremo ma questa è la sua prima volta da solista (aveva partecipato insieme a Donatella Rettore, sempre con un brano super energico!).
Elettra Lamborghini con Voilà
Iconica. Elettra Lamborghini porta a Sanremo Voilà, un brano dal sound che richiama ABBA e Raffaella Carrà. Quest’ultima viene direttamente citata nel pezzo: oltre a essere bolognese proprio come lei, Raffaella è un'artista che Elettra ha sempre ammirato sia per la musica, sia per l'energia che la caratterizzava, e ha voluto celebrarla portandola di nuovo sul palco dell'Ariston. Si è capito che sarebbe stata una hit appena si è sentito l'iconico inizio "Elettra... Elettra Lamboghini"! Le performance di Elettra sono sempre cariche di energia, cosa che si è riconfermata anche questa volta. La cantante è tornata al Festival dopo Musica (E il resto scompare) del 2020, brano che l’aveva vista classificata fra le ultime posizioni ma che era stato molto apprezzato dal pubblico. Beh che dire, "viva viva viva la Carrà" e stop ai "festini bilaterali"!
Levante con Sei tu
Levante partecipa a Sanremo Sei tu, un brano interpretato con lo stile unico e inconfondibile dell'artista. Pur rientrando nel suo universo musicale, soprattutto nelle sonorità, si distingue parecchio da Tikibombom e Vivo, i brani che ha portato alle sue ultime due partecipazioni al Festival. Questi ultimi, infatti, erano incentrati su diverse tematiche sociali e personali della cantante, mentre Sei tu è una canzone d’amore. La sua esecuzione è stata impeccabile grazie alla sua voce raffinata.
Malika Ayane con Animali notturni
Meravigliosa, coinvolgente, impeccabile: tre parole che dicono tutto. Animali notturni è un funkone anni '70 che non ti aspetti da lei e che ti entra dentro senza chiedere permesso."io e te, la strada è una giungla, puntiamo alla luna, come animali notturni". Sul palco canta e si diverte, la sua personalità mancava all'Ariston. Presenza scenica al 100%, voce fuori scala, groove che non ti lascia stare ferma. Uno di quei momenti in cui guardi lo schermo e pensi "sì, lei sa esattamente quello che sta facendo"!
Mara Sattei con Le cose che non sai di me
Le cose che non sai di me è una ballata contemporanea che parte descrivendo il cielo rosa come zucchero filato sopra le case di Trastevere per poi raccontare un amore dove le parole non bastano ma possono essere una cura. Mara Sattei ha fatto Mara Sattei e lo ha fatto benissimo, sia chiaro. La sua voce è "una cosa seria", il brano è elegante e cucito su di lei ed è esattamente quello che ti aspetti da Mara. Sarebbe stato forse più interessante vederla in un'altra veste, lontana dal solito repertorio ricamato a pennello sulla sua voce. Potenziale per stupire ce l'ha, speriamo lo usi ancora meglio in futuro.
Maria Antonietta e Colombre con La felicità e basta
Maria Antonietta e Colombre, duo musicale e coppia nella vita, sono in gara con La felicità e basta, un brano frizzante accompagnato da produzione e voci che trasmettono leggerezza. Il duo indie marchigiano propone un pezzo che appare soft ma, in realtà, ha un messaggio forte: invita a non farsi ingannare né dall’illusione della ricchezza, né dalla pressione di apparire perfetti, né dalle imposizioni della società, e a prendersi gioia, libertà e felicità.
Patty Pravo con Opera
Vecchia scuola, e lo diciamo con tutto il rispetto del mondo, anzi, con ammirazione. Opera è un brano teatrale, solenne, che profuma di grande tradizione italiana. Nella performance di Patty Pravo si sente tutto il peso di una carriera leggendaria in ogni nota, in ogni gesto, in ogni sillaba. Non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno e forse è proprio per questo che finisce per dimostrare tutto. Una vera opera, esattamente come dice il titolo. Iconica, punto.
Serena Brancale con Qui con me
Main character energy. Serena quest'anno si è presentata con una vibe completamente diverso rispetto all'anno scorso, nessun banger da ballare. Qui con me è una lettera per la mamma scomparsa con un arrangiamento meraviglioso. "Scalerei la terra e il cielo, anche l'universo intero, per averti ancora qui con me". Una musica che non ti fa muovere e ballare, ma fermare e riflettere. Ha pianto dopo l'esibizione, il pubblico ha applaudito e tutti abbiamo sentito qualcosa. Questo è il rebranding fatto bene: non cambi per piacere agli altri, cambi perché hai qualcosa di più profondo da raccontare. Serena, we see you.
Donne a Sanremo 2026
A proposito di donne, vogliamo parlare dell’attacco rivolto a Carlo Conti da parte di una "giornalista" che in conferenza stampa lo ha accusato di aver scelto apposta poche donne in gara, un’accusa infondata. Il conduttore ha risposto con grande correttezza, spiegando che lui giudica i brani, non il sesso degli artisti. Ha anche ricordato di essere stato cresciuto da una donna e di avere sempre avuto rispetto per esse.
Il femminismo non si fa attaccando le persone a caso. Non si difendono i diritti delle donne accusando qualcuno senza guardare ai fatti. Le parole di questa giornalista, pur mascherate da battaglia per le donne, non hanno aiutato la causa, anzi l’hanno indebolita perché questo discorso fatto a Carlo Conti non c'entrava niente.
Sì, le donne in gara sono meno degli uomini, ma la realtà è semplice: Carlo Conti sceglie tra i brani che gli vengono proposti. Se le case discografiche presentano fin dal principio più canzoni di uomini che di donne, la responsabilità non è sua. Cercare un colpevole dove non c’è è solo propaganda.
Potete ascoltare la playlist di Sanremo 2026 qui:



