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Intervista a Niamh Maclennan: il nuovo singolo "Homebody", il suo prossimo EP "Too Precious" e il suo percorso da artista indipendente scozzese

niamh mclennan

In questa intervista Niamh Maclennan parla del suo prossimo EP Too Precious e del lancio del suo nuovo singolo Homebody, disponibile da oggi su tutte le piattaforme di streaming. Avevamo già parlato di lei sul nostro sito e, dopo quella conversazione, abbiamo deciso di incontrarla nuovamente per approfondire più a fondo il suo mondo creativo.


In quanto artista indipendente scozzese con radici tra Glasgow ed Edimburgo, Niamh fa parte di una scena musicale in continua crescita e che influenza e supporta nuovi talenti in tutto il Regno Unito. In questa conversazione ci racconta i suoi primi passi nella musica, il lavoro di squadra dietro al nuovo progetto e ciò che gli ascoltatori possono aspettarsi da questo nuovo capitolo del suo percorso sonoro.


Buona lettura!


Il tuo nuovo singolo Homebody segna l’inizio del tuo prossimo EP Too Precious. Come descriveresti il brano a qualcuno che lo ascolta per la prima volta?

Descriverei Homebody come un brano un po’ misterioso e malinconico ma allo stesso tempo anche leggermente giocoso. Mi ricorda la sensazione di guidare di notte mentre annuisci a ritmo di musica. È probabilmente una delle canzoni più lunatiche che abbia pubblicato finora.


Come è iniziato il tuo percorso musicale?

Il mio percorso musicale è iniziato quando ero molto piccola, intorno agli otto o nove anni, quando suonavo il violoncello. Prima ancora avevo suonato altri strumenti tipo il fiddle, ma è stato verso i 14 anni che ho iniziato davvero a scrivere e registrare canzoni. Mio padre mi ha supportata tantissimo in questo: mi ha aiutata a produrre i miei primi brani e mi ha incoraggiato a continuare a condividere e creare musica. Ho fatto anche cover di canzoni che amo, come quelle dei The Kinks e di artisti scozzesi come Amy Macdonald, e col tempo ho sentito il bisogno di creare qualcosa di mio.


In quanto artista indipendente scozzese, come descriveresti la scena musicale intorno a te in questo momento?

Penso che ci siano tantissimi artisti indipendenti di grande talento in questo momento, sia a Glasgow sia a Edimburgo, dove vivevo prima. Molte persone stanno creando musica davvero interessante in modo indipendente e si supportano a vicenda nei concerti e nei progetti musicali, il che è molto stimolante. Si respira un forte senso di comunità.


Questa sera ti esibirai a Glasgow al Nice N Sleazy. Come ti senti rispetto al cantare dal vivo ufficialmente Homebody in quel contesto?

Sono davvero entusiasta di eseguire Homebody per la prima volta in modo completo, anche se l’ho già suonata dal vivo in una versione più essenziale con Anna Cooper, che fa le armonie e i cori. Non vedo l’ora che il pubblico la ascolti come è stata pensata originariamente, con tutta la band e con l’atmosfera completa del brano.


Oltre a cantare, suoni la chitarra. Hai una preferenza verso una delle due cose o hanno lo stesso peso nel tuo processo creativo?

Direi che per me canto e chitarra hanno la stessa importanza. Sono abituata a esibirmi suonando la chitarra, ed è anche una parte fondamentale del mio processo di scrittura, dato che tendo a creare brani molto guidati dai riff di chitarra, anche se ultimamente sto dedicando un po’ più di tempo alla voce.


Com’è stato il processo creativo di Too Precious rispetto ai tuoi lavori precedenti?

È stato un processo fantastico finora, con tante persone coinvolte. Alcuni, come Stephen Buggy, il batterista, li conosco e ci lavoro da tempo, quindi è stato bello avere una base così solida. Ho anche imparato molto lavorando con nuove persone come Mandy Clarke e Jenny Clifford, che sono state incredibili in studio. Lo studio di Luigi Pasquini, Dystopia, si trova a Glasgow ed è stato molto attento alla direzione che avevo in mente per i brani. È stato un processo molto collaborativo, pur rimanendo fedele al suono che cercavo.


Se dovessi consigliare tre brani della tua discografia a qualcuno che ti sta scoprendo per la prima volta, quali sceglieresti?

Tra i brani che ho pubblicato finora direi Escape, Your Sign e Homebody. Rappresentano lati diversi del mio lavoro, ma soprattutto la direzione verso cui sto andando. Negli ultimi tempi mi sto orientando sempre più verso un sound soft rock e indie rock rispetto ai miei lavori precedenti più folk. Penso che se a qualcuno piace Homebody, probabilmente apprezzerà anche ciò che arriverà dopo.


Puoi guardare la video intervista cliccando qui, seguire Niamh cliccando qui e ascoltare la sua musica qui sotto:



 
 
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