Camp Rock 3: la colonna sonora rende giustizia alla musica dei primi due film?
- Dunya Fadili

- 3 ore fa
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Camp Rock 3 è uscito e sì, si potrebbe definire “old but gold”, anche se non necessariamente come speravi.

Giovedì 13 agosto è uscito Camp Rock 3. Sedici anni dopo il primo film, i Jonas Brothers tornano a Camp Rock nei panni dei Connect 3 (Joe come Shane Gray, Nick come Nate e Kevin come Jason) insieme a Maria Canals-Barrera, mentre Demi Lovato riprende il ruolo di Mitchie Torres solo in un cameo, restando dietro le quinte come produttrice esecutiva insieme ai fratelli Jonas. Con loro, una nuova generazione di campers pronta a contendersi un posto come opening act del tour di reunion dei Connect 3, e non è da tralasciare la figlia di Jason che si chiama Lennon McCartney, geniale!
E la prima cosa che va detta è questa: old but gold. È così che definirei i due film precedenti, quelli con Demi Lovato, Meaghan Jette Martin nei panni della diva Tess Tyler, Alyson Stoner nei panni di Caitlyn e Anna Maria Perez de Tagle e Jasmine Richards rispettivamente Ella e Peggy... perché questo terzo capitolo, senza quello che lo ha preceduto, non sarebbe un film da vedere nemmeno per sbaglio. Non perché faccia schifo, semplicemente perché non ha valore al di fuori del ricordo nostalgico dei personaggi Disney con cui è cresciuta mezza nostra generazione.
Anche il contesto narrativo è diverso da quello a cui eravamo abituate. Nei primi due film c'era una narrazione classica: una protagonista che deve affrontare un antagonista, una crescita personale e alla fine una vittoria che ha un senso, una morale. In Camp Rock 3, per quanto la trama provi a essere politically correct, tutto risulta piatto. I personaggi non hanno vere difficoltà da superare: sono già tutti bravi, tutti preparati, troppo perfetti. Manca quel personaggio imbranato in cui potersi rispecchiare, manca una nuova Mitchie che, nonostante la sua voce impeccabile (complimenti a Demi, talento senza eguali) abbia dovuto superare i suoi limiti e affrontare se stessa per arrivare fino in fondo. Mi dispiace dirlo, ma questo Camp Rock 3 sembra più che altro una raccolta delle ultime briciole rimaste.
Questa piattezza si sente anche nelle canzoni. Belle, cantate bene, con voci diverse e talentuose, su questo non si discute. Ma manca quello storytelling che spieghi perché quella canzone viene cantata proprio in quel momento, da quel personaggio. Si sente molto autotune, nonstante l'evidente talento dei ragazzi. Le voci coinvolte sono anche troppe: forse concentrarsi su due o tre cantanti davvero forti avrebbe aiutato la sceneggiatura a costruire canzoni intorno ai personaggi, capaci di guidarli lungo il film, invece di distribuire una fetta a testa senza che nessuno riesca davvero a emergere.
E qui sta il vero peccato, perché i cinque nuovi protagonisti, Liamani Segura, Malachi Barton, Lumi Pollack, Hudson Stone e Casey Trotter, sono stati impeccabili e davvero talentuosi, nonostante una sceneggiatura che non li aiuta e non lascia spazio a nessuno di loro per emergere davvero. Sarebbe un dispiacere non rivederli nella scena musicale nel prossimo futuro: sono promettenti, e ci auguriamo possano diventare protagonisti della scena.




